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Contenuto aggiornato a giugno 2026 sulla base del decreto approvato.
Ridurre i consumi e migliorare l’efficienza energetica di un edificio è un obiettivo sempre più concreto, sia in ambito residenziale sia per aziende e attività del terziario. Spesso, davanti a un intervento nasce una domanda semplice: esiste un incentivo che può aiutarmi a sostenere la spesa?
Il Conto Termico è una delle risposte possibili: può sostenere interventi sugli impianti e, per aziende e terziario, anche sull’edificio – ad esempio con isolamento, infissi o schermature. Il primo passo è capire se il proprio caso può rientrare e quali possibilità ci sono davvero.
Cos’è il Conto Termico
Il Conto Termico è un incentivo gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), pensato per sostenere interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
A differenza delle detrazioni fiscali, prevede un contributo erogato direttamente dal GSE tramite bonifico sul conto corrente del beneficiario. Può quindi essere valutato indipendentemente dalla capacità fiscale di persone e aziende.
In parole semplici, aiuta a rendere più sostenibili interventi come la sostituzione di un impianto poco efficiente, il miglioramento energetico dell’edificio o l’adozione di tecnologie che riducono consumi e sprechi.
Il Conto Termico nasce per rendere più accessibili interventi che migliorano davvero gli edifici.
Chi può accedere al Conto Termico
Per capire se si può accedere all’incentivo bisogna guardare insieme chi richiede il contributo, su quale edificio si interviene e quale intervento si vuole realizzare.
In linea generale, possono accedere al Conto Termico:
- Privati e condomìni, per interventi su abitazioni esistenti, soprattutto legati alla sostituzione di impianti o all’uso di fonti rinnovabili termiche.
- Imprese, aziende e attività del terziario, per migliorare l’efficienza energetica di uffici, negozi, strutture ricettive, edifici commerciali o immobili utilizzati per attività industriali.
- Pubbliche amministrazioni e altri enti beneficiari, per interventi su edifici e strutture esistenti.
Gli interventi possono essere realizzati anche tramite ESCO – società specializzate in efficienza energetica – secondo le modalità previste dal Conto Termico.
In generale, riguardano edifici esistenti già dotati di impianto di climatizzazione invernale.
Quali interventi sono ammessi
Gli interventi ammessi cambiano soprattutto in base alla tipologia di edificio, alla destinazione d’uso e alla categoria catastale dell’immobile.
Per gli edifici residenziali, il Conto Termico riguarda principalmente interventi impiantistici, tra cui:
- sostituzione di generatori o sistemi esistenti con soluzioni più efficienti (pompe di calore ad aria o geotermiche, sistemi ibridi, generatori a biomassa);
- installazione di tecnologie per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili (solare termico, scaldacqua a pompa di calore).
Per gli edifici del terziario (negozi, hotel, ristoranti, strutture produttive, individuabili attraverso le categorie catastali) il campo può essere più ampio. Oltre agli impianti, possono rientrare anche isolamento, infissi, schermature e altri interventi sull’involucro.
Come si calcola l’incentivo
L’importo dell’incentivo dipende dal tipo di intervento, da chi lo richiede, dalle caratteristiche tecniche e dai massimali previsti.
Per privati, condomìni, imprese e attività del terziario, il Conto Termico può coprire una quota delle spese ammissibili, in molti casi fino al 65%. La percentuale effettiva cambia in base all’intervento e ai limiti previsti.
Per le pubbliche amministrazioni sono previste condizioni specifiche: alcuni interventi possono arrivare a coperture più alte e, in casi particolari, fino al 100% delle spese ammissibili.
Il calcolo può dipendere da superficie, potenza, prestazioni o producibilità degli impianti. Per questo la stima va sempre fatta sul caso concreto: serve a capire quale contributo è realmente ottenibile e se l’intervento è impostato nel modo corretto.
Più della percentuale massima, conta una domanda: quanto può valere nel mio caso?
Accesso diretto vs accesso standard
Le modalità di accesso al Conto Termico cambiano in base a chi richiede l’incentivo e al momento in cui viene presentata la domanda.
Per privati e condomìni, la richiesta avviene generalmente con accesso diretto, cioè dopo la conclusione dell’intervento.
Per imprese, aziende e attività del terziario, è invece prevista una richiesta preventiva obbligatoria, da presentare prima dell’avvio dei lavori e prima di effettuare pagamenti collegati all’intervento. Questa richiesta non equivale a una prenotazione dell’incentivo, ma è un passaggio necessario per accedere correttamente alla misura.
Per le pubbliche amministrazioni, è prevista la prenotazione obbligatoria dell’incentivo prima dell’avvio dell’intervento, secondo le modalità previste.
Per fare qualche esempio: un privato può presentare la pratica dopo aver concluso l’intervento, se tutta la documentazione è stata predisposta correttamente; un’azienda deve invece muoversi prima di iniziare lavori o pagamenti; una pubblica amministrazione segue un percorso ancora diverso, con prenotazione obbligatoria.
Una buona prassi, in tutti i casi, è confrontarsi con un tecnico prima di procedere. Anche quando la pratica viene presentata a intervento concluso, parte della documentazione riguarda la situazione iniziale dell’edificio o dell’impianto: prepararla nel momento giusto aiuta a evitare integrazioni, ritardi o, nei casi più critici, la perdita dell’accesso all’incentivo.
Tempi di rimborso
Uno degli aspetti più interessanti del Conto Termico è la modalità di erogazione del contributo.
- Per incentivi fino a 15.000 euro, il contributo può essere erogato in un’unica rata.
- Per importi superiori, l’erogazione avviene in rate annuali costanti: la durata dipende dalla tipologia di intervento e può arrivare fino a 5 anni.
Anche il rimborso in più rate resta concentrato in un periodo definito e relativamente breve rispetto ad altri strumenti basati su recuperi fiscali pluriennali. Per un privato significa organizzare meglio il budget; per un’azienda può incidere sulla pianificazione economica dell’intervento.
Il valore dell’incentivo conta, ma anche i tempi di rimborso fanno la differenza.
Cumulo con altri incentivi
Il Conto Termico può essere valutato insieme ad altri strumenti, ma il cumulo va sempre verificato con attenzione.
Per esempio, il Conto Termico non è cumulabile con l’Ecobonus sullo stesso intervento. Può invece essere valutato insieme ad alcuni bandi compatibili, come il Bando Stufe della Regione Veneto: in questo caso, il Conto Termico può arrivare fino al 65% delle spese ammissibili e il contributo regionale, cumulabile, può aiutare a coprire quasi tutta la spesa, secondo requisiti, massimali e regole del bando.
È quindi importante valutare caso per caso: bonus e incentivi sono in continua evoluzione e possono aprire opportunità interessanti, se letti nel modo corretto.
Come può aiutarti RED
Ogni intervento ha una direzione corretta: il Conto Termico può farne parte, se è lo strumento più adatto.
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